Tentazione, Perdono, Pasqua

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Esercizi-spirituali

Esercizi Spirituali di Quaresima: 26/27/28 Marzo 2019

In questi tre giorni il Prof. Don Antonio Sapuppo, docente di Bioetica, ha tenuto gli esercizi spirituali di Quaresima per la nostra comunità. Tre giorni di esercizi scanditi attraverso tre parole: tentazione, perdono e Pasqua.

La Tentazione

Il brano del Vangelo da cui siamo partiti è Matteo capitolo 4, versetti dall’1 all’11. Con questo brano possiamo fare il parallelismo con Mosè: i quaranta giorni di Gesù e i quarant’anni del popolo di Israele nel deserto; le tentazioni del diavolo a Gesù e le vicissitudini del popolo, ecc. Ma la differenza sostanziale è che qui è Dio stesso, nella sua umanità, ad essere tentato. Il peccato prova sempre a passare attraverso le bugie, dall’oscurità e dalla confusione operate dal diavolo.
Gli esercizi spirituali servono proprio a fortificarci e aprire gli occhi davanti alla bugia del peccato. Allenarsi a combattere contro le tenebre che sono dentro di noi, non negli altri; non sono gli altri a farci peccare, ma siamo noi che non riusciamo a scappare dal peccato e compiamo il male con pieno assenso.

Mela

Sant’Agostino ci dice che l’uomo da occasione al male con le sue passioni. Tutte le tentazioni si insinuano nei nostri pensieri, e noi ci facciamo trasportare dalle emozioni, dalle passioni. Non alimentiamo la dinamica della divisione, ma quella dell’unione.

La tentazione è un’opportunità per giungere alla verità. Accettiamo la sfida e utilizziamo il tempo di Quaresima per ricomporre i pezzi che abbiamo perso durante l’anno facendoci allontanare da Dio.
 
Ma come si fa ad allontanare le tentazioni? L’arma più potente che abbiamo per distinguere l’opera del male nella nostra vita quotidiana è il discernimento. Discernimento che deve essere alimentato dalla preghiera e dall’ascolto della Parola di Dio.
Il discernimento è la via di ascolto di un suono più profondo: la melodia di Dio. È percepire la voce di Dio tra mille voci.

Il Perdono

Dal Vangelo di Matteo, capitolo 18, versetti 21-22, apprendiamo un messaggio molto semplice da comprendere quanto difficile da mettere in pratica: bisogna perdonare sempre. Non è facile perdonare, è una realtà difficile e per certi versi assurda. Il perdono affonda le sue radici nell’amore, è una forza in più che ci da Dio. Esso richiede un passaggio molto importante: passare dalla mentalità della giustizia a quella dell’Amore. Fino a quando ci porremo come giudici al di sopra di tutto e di tutti non riusciremo mai a perdonare, non riusciremo mai a compiere questo passaggio d’amore.

Perdono

Il perdono e la memoria

Il perdono stimola la memoria: più pensiamo al male ricevuto più diventa difficile perdonare. La conseguenza è la vendetta (Salmo 25).

Il perdono e lo stomaco

Nella pancia risiedono i rancori, il nervosismo, la rabbia; il perdono mette in discussione queste emozioni, ci scombussola le viscere. Abbiamo bisogno della misericordia.
Il perdono è una grande liberazione che riempie il cuore di gioia e leggerezza.

Pasqua

La Pasqua è un passaggio. E fare un passaggio presuppone sempre un movimento, un cammino da fare.

Senza cammino non c’è salvezza: noi dobbiamo attraversare il nostro egoismo, le nostre incertezze, le nostre povertà, per arrivare a vedere Dio risorto.

Nella fede o si va avanti o si va indietro, non abbiamo la possibilità di mettere la fede in stand-by e pensare di ritrovarla allo stesso punto in cui l’abbiamo lasciata.

Orme sulla sabbia

Sant’Agostino dice che la Pasqua è passare a ciò che non passa. Sulla croce Gesù perdona il buon ladrone, assolve il peccatore e lo porta con se in paradiso. Bella quest’immagine del dialogo tra i due sulla croce, tra crocefissi ci si capisce, tra chi ha sperimentato la croce, la sofferenza, ci si comprende più facilmente. Per questo, nelle difficoltà non sentiamoci mai soli, perché Gesù ci è vicino nella sofferenza e ci abbraccia con la sua misericordia.

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