«Vorremmo iscrivere nostro figlio a catechismo. Quanti anni dura il percorso?»
È una domanda normale. Per molte famiglie il catechismo funziona così: si comincia a una certa età, si frequenta per alcuni anni, si fa la Comunione e la Cresima. Un po’ come a scuola: si segue un programma e si arriva alla fine.
Spesso è proprio questa analogia con la scuola a trarre in inganno, come se il percorso scolastico e quello catechistico fossero due binari obbligatori e paralleli nella vita di un bambino. In realtà non è così. Il catechismo non consegna un diploma e non si riduce a lezioni o dottrine da imparare a memoria.
Chiedere il completamento dell’iniziazione cristiana per i propri figli sembra a volte, essere una tappa obbligata e inconsapevole, come se non avesse “effetti” nella vita di ogni ragazzo, che costretti dalle famiglie, si ritrovano a frequentare un altro “corso pomeridiano” (con la costrizione della Messa domenicale), così come si frequentano le lezioni di potenziamento scolastico, la danza, la scuola calcio. No, questo non è il catechismo!
Cos’è allora il catechismo?
Il catechismo è un cammino graduale e progressivo che porta ciascuno a incontrare una persona, Gesù, che ci attende per farsi riconoscere da ciascuno attraverso la sua Parola, attraverso i “segni” sacri, i sacramenti, e attraverso i fratelli come Lui stesso ci ha insegnato: “dove due o tre sono riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro”.
Oggi il catechismo prova a ritornare quello che è sempre dovuto essere: un cammino per incontrare Gesù e, dunque, inserirsi nella vita cristiana comunitaria, la Chiesa.
Se il catechismo serve soltanto ad arrivare alla Prima Comunione, una volta raggiunta quella data ha finito il suo compito. Eppure si chiama Prima Comunione proprio perché non dovrebbe essere l’ultima. Non è un premio dopo anni di lezioni. È l’inizio di un modo di vivere la fede insieme agli altri.
Il catechismo serve a questo: ad aiutare un bambino a incontrare Gesù e a trovare il suo posto nella comunità cristiana. Non ci sono risposte da imparare o lezioni da apprendere, non è la scuola. Ma il percorso catechistico serve a incontrare persone con cui pregare, fare domande, celebrare la domenica e prendersi cura degli altri. Una comunità fatta di volti, non soltanto di appuntamenti sul calendario.
Ecco che allora non si può parlare di un “dovere” andare al catechismo o un “dovere” andare a Messa, ma incontrarsi diventa una necessità che sgorga in modo spontaneo dal cuore perché ad attenderci è Gesù stesso.
E i genitori?
Anche per loro può essere l’occasione per cominciare, o ricominciare. C’è chi non entra in chiesa dal battesimo dei figli. C’è chi ha smesso di frequentarla molto prima. C’è anche chi conserva un legame con la fede, ma ha anche dubbi e domande.
C’è però una domanda da farsi: come può un bambino sentirsi parte di una comunità, se per la sua famiglia quella comunità rimane sconosciuta? Accompagnarlo al catechismo è un primo passo. Poi piano piano si può scoprire che in parrocchia c’è posto anche per le proprie domande. Non tutto insieme e non di corsa: un passo alla volta, insieme ai figli.
Per questo chiedere «quanti anni dura il catechismo?» non basta. Il percorso ha le sue tappe, certo. Ma nessuna festa e nessuna data segnano la fine dell’essere cristiani.
Ricordiamoci, che proprio i genitori, chiedono il dono della fede per i propri figli nel Battesimo, e che proprio loro sono i primi catechisti per i propri figli, ma non perché riescono a spiegare tutti i misteri della fede, questo potrebbe essere poco interessante per un bambino, ma perché nella quotidianità della vita vissuta in famiglia, riescono a dare testimonianza della vita buona del Vangelo di Gesù che ci invita ad amarci nella semplicità ma nella verità. E dove poter vivere l’Amore se non in famiglia? Ecco perché i bambini hanno bisogno di una fede vissuta e testimoniata proprio a partire da chi loro stessi amano per primi e di cui si fidano ciecamente.
L’obiettivo
Alla Sacra Famiglia di Catania vorremmo partire da qui: non soltanto «quando farà la Comunione?», ma «quale posto possiamo trovare, come famiglia, in questa comunità?» Perché la fede possa crescere in ognuno di noi e divenire dono per gli altri.



