L’Azione Cattolica con gli occhi di Silvana

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Azione Cattolica

Intervista a Silvana Arona – Gruppo Azione Cattolica 

Da cinquantuno anni, in seno alla nostra parrocchia esiste un gruppo dell’Azione Cattolica che rappresenta una delle nostre radici ed il nostro presente in tutti quei fratelli e quelle sorelle che, nel silenzio operoso, hanno aderito a questo stile vita e di preghiera. Ma non tutti conoscono la storia che contraddistingue l’A.C. né tantomeno in cosa consista il loro impegno. In occasione della festa dell’Immacolata Concezione il nostro gruppo parrocchiale rinnova il proprio impegno durante la celebrazione eucaristica; prendendo spunto da questa tappa così importante per tutta la comunità, ho posto delle domande a Silvana Arona, referente di A.C. al consiglio pastorale parrocchiale, con il desiderio di voler approfondire e far emergere la preziosità di questo gruppo. 

Domande:

  1. Che cos’è l’Azione Cattolica?
  2. Di che cosa si occupa?
  3. Perché hai scelto di farne parte?
  4. Quali le dinamiche di gruppo nella parrocchia e in rapporto alla diocesi?
  5. Quali sono i progetti pastorali proposti quest’anno?
  6. Quale il rapporto, la visibilità ed i punti d’incontro con le altre realtà parrocchiali?
  7. Perché è una realtà che non interessa i giovani o le famiglie?
  8. Proposte del futuro?

«L’Azione Cattolica è un’associazione nazionale, nata più di 150 anni fa, composta da laici di ogni età, impegnati a vivere un cammino di formazione personale e comunitario per condividere l’esperienza di fede, l’annuncio del Vangelo e la chiamata alla santità.

Si occupa della crescita e della formazione della coscienza dell’individuo e risponde alla vocazione missionaria, mettendosi al servizio della Chiesa locale, collaborando con i pastori della Diocesi e della parrocchia.

Silvana Arona
Silvana Arona

Fare parte dell’A.C. è una chiamata, una vocazione. Personalmente ho scelto di farne parte perché mi incuriosiva il fatto che è un movimento molto amato dal Papa ed è la prima associazione di laici nata nella Chiesa.

L’A.C. è attenta alle esigenze delle persone, delle famiglie e degli ambienti. In particolare si impegna a valorizzare il ruolo decisivo della famiglia che, oggi più che mai, bisogna custodire affinché possa diventare relazione fondata sull’amore e possa crescere umanamente e cristianamente attraverso la parola di Dio. Solo così la famiglia può farsi carico di accogliere ed educare nell’esercizio della carità.

In passato, nella nostra Comunità, non c’erano gruppi parrocchiali; esisteva solo l’Azione Cattolica. Poi col tempo si sono formati altri gruppi e si collaborava insieme per le attività pastorali. Da qualche anno, forse, c’è una sorta di timidezza o più probabilmente poca informazione su questo gruppo: i giovani e le famiglie, forse per paura di impegnarsi troppo, non sembrano più attratti dalla proposta dell’Azione Cattolica. 

Il gruppo rimane comunque aperto a tutti e inizialmente si può anche partecipare come “simpatizzante”. In seguito, se ci si sente chiamati in questa realtà, si diventa tesserati. 

Durante l’anno si organizzano incontri comunitari diocesani  in cui partecipano soprattutto i presidenti parrocchiali (ma possono  partecipare tutti i soci): si inizia con l’assemblea di inizio anno (ottobre), con la presentazione del testo che si userà durante l’anno pastorale per le catechesi periodiche. C’è poi la festa del “ciao”, che riguarda soprattutto i componenti dell’ A.C.R. Un ulteriore incontro si svolge a dicembre, qualche giorno prima della solennità delI’Immacolata; in questa occasione,  vengono consegnate le tessere associative e si svolge anche una veglia di preghiera a conclusione della quale viene impartita la  benedizione dal vescovo. Esistono anche altre iniziative come la marcia della pace che al momento, a causa della pandemia  sono state annullate o ridotte.»

In conclusione, mi sono soffermato sul sorriso di Silvana ed ho compreso che quell’ “abitino” dell’Azione Cattolica, colto dal suo racconto, le calza a pennello. 

Benedetto sia il Signore per averci riuniti nel suo corpo mistico che è la Chiesa nella quale essere, con i molti carismi, delle “pietre vive”.

1PT 2, 5

Giovanni Villa 

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