Non vi lascio soli

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Spirito Santo

“Non vi lascio soli…” (Gv 14,15-21)

Con questo brano continuiamo il racconto iniziato la scorsa settimana, esso è diviso in tre parti: la parte iniziale, dove si riscontra l’amore vicendevole tra il Padre e il Figlio e lo stesso viene richiesto ai discepoli; la parte finale dove l’amore tra Padre e Figlio viene donato dal Padre ai discepoli; la part centrale è la spiegazione di come quest’amore si sviluppa e fa da collante con la prima e terza parte.

Il versetto 15, “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti…” è stato sempre interpretato sotto la forma moralistica e cioè se noi amiamo il Signore, dobbiamo comportarci/fare in un certo modo. Gesù, però, utilizza una forma verbale futura, non imperativa per cui si potrebbe interpretare come una differenza tra causa ed effetto ovvero “se voi avete capito chi sono Io per voi, tutto ciò che vi serve per amarmi è osservare quello che Io vi dico”.

Tutto il ministero di Gesù è finalizzato alla Pentecoste. Pasqua finisce con la Pentecoste perché il dono primo e ultimo è lo Spirito Santo. Primo perché nella sera del Venerdì Santo, morendo dona lo Spirito sulla croce, ultimo perché ridona lo Spirito nel giorno di Pentecoste. Gesù sa che lo Spirito non solo lo sostituirà, ma darà la possibilità di rappresentare nel mondo ciò che Lui è stato per il mondo.

Con la nostra frenesia siamo sempre proiettati al passato o al futuro ma non viviamo mai il presente e per questo non gustiamo l’ebrezza dello Spirito. Lo Spirito che Gesù dona ci permette di vivere il presente, perché Dio non vive né il passato, né il futuro, ma vive l’eterno presente. Lo Spirito rende presente in ogni momento la salvezza che Egli ha preparato. In questo Vangelo il Signore ci invita a relazionarci con Lui, a dialogare con Lui e che questa relazione sia radicata e profonda. Ci dice Gesù che non se ne andrà lasciandoci da soli, orfani, senza qualcuno che ci difenda, ma ci darà lo Spirito che dà forza nei momenti di difficoltà e di sfiducia.

Il versetto 19 è un parallelismo “Ancora per poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece vedrete, perché io vivo e voi vivrete.” Il mondo non lo vedrà perché non lo conosce a differenza nostra che lo conosciamo perché pieni di fede e sappiamo che Gesù è risorto. La risurrezione è la conferma e non la prova che Gesù è il figlio di Dio.


Trascrizione eseguita da Fabrizio Platania

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